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Stagione 2018/2019

presentazione della stagione

L’editoriale con cui Alberto Batisti presenta “La casa dei suoni”, la nuova stagione della Camerata Strumentale Città di Prato.

Prato ha una Casa, Palazzo Martini, che riunisce la Scuola di Musica «Verdi, la Camerata strumentale e Rete Toscana Classica, tre istituzioni consacrate a un’unica missione, tre percorsi paralleli che educano e formano alla gioia della musica, progettano e producono la bellezza della musica, infine diffondono e comunicano la ricchezza comune della musica. È un’architettura di suoni, proprio come la musica stessa. Non a caso le due discipline utilizzano una medesima parola per esprimere la sostanza del loro pensiero: composizione architettonica, composizione musicale.
Entrambe, infatti, mettono insieme elementi diversi ed eterogenei per realizzare qualcosa di più grande e di più complesso, ma soprattutto spazi, materiali o sonori, abitabili da tutti.

Con questa stagione di concerti e di iniziative vogliamo celebrare ed esaltare l’idea della costruzione, alla quale lavorano tutti i cantieri di suoni che sono stati aperti nei vent’anni di vita della Camerata: le officine di formazione del pubblico e dei ragazzi, la Sinfonietta dei giovani musicisti, il Coro della Città, e naturalmente quella fabbriceria che restituisce a vita sonora i progetti d’architettura musicale, ovvero le partiture dei grandi compositori di ieri e di oggi che la Camerata fa passare dal segno scritto sulla carta all’emozione viva dell’esecuzione.

La casa dei suoni che proponiamo come dimora della comunità non è una metafora, ma piuttosto un modello concreto, perseguibile e nei nostri sogni realizzabile. È il luogo in cui s’impara ad ascoltare le ragioni degli altri, in cui si misura il proprio contributo su quello degli altri, in cui s’impara ad armonizzarsi con gli altri e diventare, appunto, comunità. L’Orchestra, il Coro, il far musica insieme sono esattamente questo, luoghi in cui ciascuno offre il proprio contributo di suoni alla costruzione di qualcosa di più grande e più bello, che da soli non riusciremmo mai a realizzare. Sono dunque modelli di partecipazione responsabile, esattamente come quella del pubblico, che è ugualmente parte attiva e viva nell’esaltare l’emozione di un concerto.

Per questi motivi, la nostra Stagione ha la sua Ouverture nella partitura “The Building of the House (La costruzione della casa)” di un compositore che ha un posto speciale nel Pantheon della Camerata e di Prato, Benjamin Britten. Fu composta per l’inaugurazione di un sogno che diventava realtà, la nuova sala da concerti del Festival di Aldeburgh, che Britten stesso aveva fondato nel piccolo paese dove aveva scelto di vivere, in riva al mare. In quel pezzo che festeggiava il raggiungimento di un traguardo condiviso, Britten volle che cantasse tutto il paese e inserì un intervento corale con le parole di un Salmo. Nel nostro concerto inaugurale, idealmente sarà la città a cantare, nelle voci del suo Coro.

La nostra casa fatta di musica e per questo senza muri, senza porte, senza chiavi, perché è patrimonio di tutti, avrà la sua «Consacrazione» nell’ultimo concerto, con la musiche di Beethoven composte per l’inaugurazione di un teatro e intitolate appunto “La consacrazione della casa”, che abbiamo affiancato a una magnifica e poco eseguita Ouverture di Antonin Dvořák, “Můj Domov, (La mia casa)” e alla “Pastorale” di Beethoven, la Sinfonia che esorta a ritrovare l’armonia fra l’umanità e la Natura, la casa che tutti
abitiamo e che ci dà la vita.

In un particolare programma, ci è parso giusto approfittare del genio di Kurt Weill e Bertolt Brecht per mettere in mostra, come antitesi, la nascita e la degenerazione di una città che si immola al dio denaro e alla corruzione. È “Mahagonny”, che Jonathan Webb dirige nella versione cabarettistica originale di “Songspiel”, con la partecipazione di giovani cantanti premiati al Concorso Lirico «Belli» di Spoleto.

C’è molto Dvořák in questa Stagione, c’è il profumo dei boschi boemi e la struggente ricchezza melodica di quella terra, che sprigiona dalla Sinfonia «dal nuovo mondo», scritta in America pensando alla patria, e dalla tenerissima Serenata per archi.

Abbiamo voluto offrirvi anche due pagine che da quella partitura sono scaturite e che ne incarnano la diretta discendenza, la “Suite” di Janáček e la “Serenata” di Suk. Se inanelliamo queste partiture, alle quali si aggiunge anche la “Sinfonia «di Praga»” di Mozart, potremmo affettuosamente chiamare il programma sinfonico della Camerata una «Bohemian Rhapsody».

In coerenza con questo percorso di poesia della natura cantata in musica, per la prima volta nei suoi vent’anni di storia, la Camerata offre al pubblico un capolavoro che ha subito l’oltraggio di un’eccessiva popolarità, le Quattro Stagioni di Vivaldi. È Luigi Piovano che ci garantisce con la sua raffinata musicalità un risultato autorevole e originale in una proposta che è anche un atto di riparazione.

Infine il Natale, che quest’anno festeggeremo in San Francesco con due concerti diretti da Filippo Maria Bressan. Guidato dal suo magistero e dalla sua autorevolezza, il Coro della Città insieme alla Camerata farà gli auguri a Prato intonando una pagina squisitamente natalizia e teneramente intima di Gerald Finzi, il cui titolo esprime l’aspirazione più alta: “In terra pax”.

Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata Strumentale Città di Prato.

programma

Sabato 20 ottobre – ore 18.30
Teatro «G. D’Annunzio» – Convitto Nazionale Cicognini
Concerto esclusivo per gli abbonati e introduzione alla Stagione con Alberto Batisti
Direttore Mario Ancillotti
Silvia Tocchini soprano
Bach: Concerto Brandeburghese n. 3 BWV 1048
Stravinskij: Concerto in mi bemolle Dumbarton Oaks
Rossini-Corghi: Suite Dodo per voce, flauto e archi

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Come già facemmo per la scorsa Stagione, ci incontreremo con gli abbonati al Teatro del Convitto Cicognini per illustrare loro il nuovo cartellone e i suoi contenuti, offrendo un concerto diretto da Mario Ancillotti. Il programma si apre con due lavori speculari di Bach e Stravinskij, e prosegue con il brillante omaggio a Rossini di Azio Corghi, una delle voci più autorevoli della musica contemporanea italiana, che ha creato questa deliziosa suite per voce e strumenti intrecciando alcuni dei più squisiti Péchés de vieillesse dell’autore del Barbiere di Siviglia.

Giovedì 8 novembre
direttore Jonathan Webb
Coro «Città di Prato»
Britten: The Building of the House, Ouverture op. 79
Sibelius: Finlandia op. 26
Dvořák: Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 «Dal Nuovo Mondo»

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La costruzione della nostra «casa dei suoni» comincia da un compositore che ha un posto speciale nel Pantheon musicale della Camerata e di Prato, Benjamin Britten. L’Ouverture The Building of the House fu composta per l’inaugurazione di un sogno che diventava realtà, la nuova sala da concerti del Festival di Aldeburgh, che Britten stesso aveva fondato nel piccolo paese dove aveva scelto di vivere, in riva al mare. In quel pezzo che festeggiava il raggiungimento di un traguardo condiviso, Britten volle che cantasse tutto il paese e inserì un intervento corale con le parole di un Salmo. Nel nostro concerto inaugurale, idealmente sarà la città a cantare, nelle voci del suo Coro. A questa segue il Poema Sinfonico Finlandia di Jean Sibelius, una pagina che rappresenta l’identità di un popolo, la celebrazione del suo riscatto dal giogo dell’oppressione secolare, un canto di libertà tradotto in poesia sonora. La stessa di cui è intriso il primo omaggio boemo di una stagione particolarmente ricca di musica ispirata da quella terra, la celeberrima Sinfonia «dal nuovo mondo» di Dvořák, composta negli Stati Uniti pensando alle proprie radici, che si sposano qui alle affettuose citazioni di uno struggente spiritual e di un canto dei nativi americani. Considerata da Leonard Bernstein l’opera che tiene a battesimo l’anima meticcia della musica americana, la Sinfonia è il nostro ponte ideale fra la scorsa stagione e quella che si apre, col nostro Jonathan Webb sul podio.

Giovedì 6 dicembre
direttore Luigi Piovano
Grazia Raimondi violino
Vivaldi: Le Quattro Stagioni, concerti per violino, archi e basso continuo op. VIII n. 1-4
Dvořák: Serenata per archi in mi maggiore op. 22

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Per la prima volta nei suoi vent’anni di vita, la Camerata offre al pubblico un capolavoro che ha subito l’oltraggio di un’eccessiva popolarità, le Quattro Stagioni di Vivaldi. È Luigi Piovano che ci garantisce con la sua raffinata musicalità, insieme allo smalto della nostra Grazia Raimondi, un risultato autorevole e originale in una proposta che è anche un atto di riparazione. Ai celebri concerti del Prete Rosso, fa seguito una delle più profumate pagine della letteratura per orchestra d’archi, la Serenata in mi maggiore di Dvořák, capolavoro di tenera intimità espressiva, che prosegue la traccia boema aperta nel concerto inaugurale.

Mercoledì 19 e giovedì 20 dicembre, Chiesa di San Francesco
direttore Filippo Maria Bressan
Enrico Viccardi organo
Rachael Birthisel soprano
Marco Bussi baritono
Coro «Città di Prato»
Haendel: Da Solomon, Arrivo della Regina di Saba
Haendel: Concerti per organo op. 4 n. 1 HWV 289 – HWV 295 «Il cucù e l’usignolo»
Finzi: In Terra pax op. 39, Scena natalizia per soprano, baritono, coro e orchestra

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Torniamo anche quest’anno nella Chiesa di San Francesco per due appuntamenti con la musica del Natale, per fare gli auguri a tutti i pratesi, con l’Orchestra e il Coro della Città. Nel ruolo del celebrante ritroviamo un amico fedele della Camerata, il maestro Filippo Maria Bressan, che darà ai nostri cantori l’opportunità di incontrare la sua autorità nel repertorio corale. Insieme a lui, un organista insigne come Enrico Viccardi darà vita ai Concerti per organo di Haendel, valorizzando il prezioso strumento della chiesa. Culmine del programma è la preziosa storia dell’annuncio del Natale fatto dagli angeli ai pastori, raccontata in musica con grazia dolcissima da Gerald Finzi, in un lavoro per soli, coro e orchestra che ha nel titolo l’augurio più importante: «In terra pax».

Giovedì 24 gennaio 2019
direttore Jonathan Webb
Mozart: Divertimento in re maggiore K. 136
Suk: Serenata per archi in mi bemolle maggiore op. 6
Janáček: Suite per archi
Mozart: Eine kleine Nachtmusik in sol maggiore K. 525

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Jonathan Webb dirige due partiture di scuola morava e boema, discendenti in linea diretta dalla Serenata di Dvořák, la Suite per archi di Janáček e la Serenata di Josef Suk, che dell’autore della Sinfonia «dal nuovo mondo» fu uno degli allievi più illustri, oltre che uno dei protagonisti delle vicende musicali ceke a cavallo fra Ottocento e Novecento. Le due meravigliose pagine sono incorniciate da Mozart. È necessario presentare Eine kleine Nachtmusik? Basta dire che questo gioiello manca dai nostri programmi da troppi anni, per non sentirsi in colpa.

Giovedì 21 febbraio
direttore e violino Sonig Tchakerian
Mozart: Rondò in si bemolle maggiore per violino e orchestra K. 269
Mozart: Concerto in si bemolle maggiore per violino e orchestra K. 207
Mansurian: Romanza per violino e archi
Mozart: Concerto in re maggiore per violino e orchestra K. 218

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Ancora Mozart, questa volta con due dei suoi Concerti per violino, il primo e il quarto, affidati alla concertazione e all’autorevolezza di Sonig Tchakerian, che il pubblico della Camerata festeggiò qualche anno fa nella Serenade di Leonard Bernstein. Nel cuore del programma, Sonig ha voluto inserire una pagina del compositore Tigran Mansurian, classe 1939, col quale condivide l’origine armena.

Giovedì 21 marzo
direttore Jonathan Webb
Iakov Zats viola
Mariangela Marini, Annapaola Pinna, Amedeo Di Furia, Marco Rencinai, Paolo Ciavarelli, Giordano Farina solisti di canto
Prokof’ev: Ouverture su temi ebraici op. 34
Hindemith: Der Schwanendreher
Weill: Mahagonny Songspiel

In collaborazione con
Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto «A. Belli»

Intermezzo
Wir bauen eine Stadt (Costruiamo una città)
Libretto Robert Seitz
Musica Paul Hindemith
Arrangiamento Daniele Iannaccone
Direttore Daniele Iannaccone
Regia Roberto Abbiati
Maestro del coro Rossella Targetti
Ensemble Prato Sinfonietta
Coro di voci bianche della Scuola di Musica «G. Verdi»

In coproduzione con
Teatro Metastasio
Scuola di Musica «G. Verdi»

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In questo programma particolare, ci è parso giusto approfittare del genio di Kurt Weill e Bertolt Brecht per mettere in mostra, come antitesi alla nostra linea conduttrice della costruzione di una città e un mondo armonioso, la nascita e la degenerazione di una città che si immola al dio denaro e alla corruzione. È Mahagonny, che Jonathan Webb dirige nella versione originale di Songspiel, intrisa di omaggi al cabaret berlinese del primo dopoguerra. La produzione si avvale della partecipazione di giovani cantanti premiati al Concorso Lirico «Belli» di Spoleto. Nella serata sarà presentato anche il piccolo cantiere musicale di Wir bauen eine Stadt (Costruiamo una città) di Paul Hindemith eseguito dai ragazzi della Prato Sinfonietta e dai bambini del Coro di voci bianche della scuola «G. Verdi», in voluto contrasto stridente. Da una parte si mostra la città ideale costruita dai bambini, dall’altra la città destinata all’auto annientamento. Un monito attualissimo! Nella prima parte del concerto torna nel nostro cartellone la meravigliosa viola di Iakov Zats, che commosse il pubblico pratese con Lacrimae di Britten. Questa volta è impegnato in un altro dei classici che il Novecento ha dedicato a quello strumento, Der Schwanendreher di Hindemith (1935), un concerto su antichi temi popolari tedeschi utilizzati come materiale per ciascuno dei tre movimenti. E su temi popolari ebraici, dal sapore tipicamente Kletzmer si apre il concerto, con la celebre Ouverture di Prokof’ev.

Giovedì 11 aprile
direttore Jonathan Webb
Boccherini: La musica notturna nelle strade di Madrid
Haydn: Sinfonia n. 92 in sol maggiore Hob. I:92 «Oxford»
Mozart: Sinfonia n. 38 in re maggiore K. 504 «Praga»

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Tre partiture per tre città. Dai suoni notturni della musica evocativa di Boccherini ci muoveremo verso la perfezione classica della Sinfonia che Haydn eseguì a Oxford quando gli fu conferita da quella illustre università la laurea honoris causa. Arriveremo infine a Praga, la città che vide la prima del Don Giovanni di Mozart. Mentre preparava quel lavoro leggendario, il Salisburghese offrì al suo pubblico questa pagina che sa coniugare gli umori inquietanti del convitato di pietra col brio vitale delle Nozze di Figaro, e che da allora porta iscritto il nome della magica città nel suo titolo.

Giovedì 9 maggio
direttore Jonathan Webb
Adriano Gramigni basso
Coro «Città di Prato»
Dvořák: Můj Domov (La mia casa), Ouverture op. 62
Beethoven: La consacrazione della casa op. 124
Beethoven: Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 «Pastorale»

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Ecco che finalmente la nostra «casa dei suoni» è innalzata. Vorremmo che fosse la casa dove tutti trovano riparo dall’infelicità e dall’ingiustizia. La consacriamo tornando a Dvořák, per chiudere il cerchio, con un’Ouverture affettuosa e vivace che porta il titolo «la mia casa», ma soprattutto con le musiche che Beethoven scrisse per l’inaugurazione di un teatro, una «casa dell’arte» in cui sposa la sua ispirazione a quella dei grandi maestri del passato, Haendel e Bach. L’ultima parola la lasciamo però, ancora con Beethoven, alla Pastorale, la Sinfonia che esorta a ritrovare l’armonia fra l’umanità e la Natura, la casa che tutti abitiamo e che ci dà la vita.

I concerti iniziano alle ore 21

Tutti i giovedì alle ore 18.45, nel Ridotto del Teatro Politeama Pratese, introduzione al concerto da parte del direttore artistico Alberto Batisti; giovedì 20 dicembre l’introduzione si terrà alla Scuola di Musica «G. Verdi», in via Santa Trinita 2.

La casa dei suoni

Tutti i giovedì alle ore 18.45, nel Ridotto del Teatro Politeama Pratese, introduzione al concerto da parte del direttore artistico Alberto Batisti; giovedì 20 dicembre l’introduzione si terrà alla Scuola di Musica «G. Verdi», in via Santa Trinita 2.