Stagione Concertistica 2022-2023

Il Dono
Futuro e Memoria

Come racconta il premio Nobel per la pace Elie Wiesel, l’episodio biblico del sogno di Giacobbe e della scala su cui salgono e scendono gli angeli ha nella tradizione popolare ebraica un’appendice di bellezza singolare. Gli angeli si dimenticano di tirar su la scala e la lasciano in dono all’umanità. Quella scala è la musica, per mezzo della quale possiamo innalzarci dalla nostra condizione e avvicinarci all’assoluto.
Venticinque anni fa, questa comunità pratese si è donata una scala, un ’Orchestra con cui costruire un percorso che offrisse a tutti la possibilità di guardare in alto. Prendendo spunto da questa immagine, la Stagione festeggia il quarto di secolo della Camerata strumentale e della sua missione artistica.

I concerti iniziano alle ore 21.
Le informazioni su biglietti e abbonamenti.



Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Sito-camerata-foto-3.png
Nicola Valentini

Giovedì 20 ottobre – ore 19
Teatro D’Annunzio – Convitto Cicognini
Concerto esclusivo per gli abbonati e introduzione alla Stagione con Alberto Batisti
direttore Nicola Valentini
Mozart: Divertimento in re maggiore K. 251
Wagner: Idillio di Sigfrido
Britten: Sinfonietta op. 1

La tradizionale anteprima di Stagione, un dono di riconoscenza verso i nostri abbonati, ospita il giovane direttore Nicola Valentini, una promessa già avviata a un’importante carriera. Il programma per piccolo organico allinea tre capolavori d’epoca diversa, dal Divertimento composto da Mozart per l’onomastico della sorella Nannerl, affettuoso e spiritoso, al regalo di Richard Wagner per il compleanno della moglie Cosima, che coincideva col giorno di Natale del 1870. I temi più teneri del Siegfried sono intrecciati in questa partitura come sospesi in un sogno. Due doni d’autore per entrare in una Stagione che celebra l’Orchestra nel suo venticinquesimo compleanno. Infine un omaggio a Benjamin Britten, luminosa stella che ha guidato tanta parte di questo quarto di secolo vissuto come dono di bellezza disponibile a tutti. È la Sinfonietta che apre il catalogo dei lavori pubblicati da Britten, la rivelazione di un genio appena diciottenne.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2.png
Hugo Ticciati

Giovedì 17 novembre
Concerto inaugurale

direttore e violino Hugo Ticciati
Pärt: Silouan’s Song
Vasks: Concerto per violino n. 2 «Evening Light» – prima esecuzione italiana
Brahms: Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73

Il programma diretto da Hugo Ticciati inaugura la Stagione 2022-23 e un progetto pluriennale consacrato all’integrale delle Sinfonie di Brahms, poste in dialogo con pagine di musica contemporanea accomunate da un medesimo respiro spirituale. Silouan’s Song traduce nell’ascesi dei suoni la preghiera di un mistico russo, da cui prende il titolo. Intimamente legato al magistero di Arvo Pärt è anche il Secondo Concerto per violino «Evening Light» di Peteris Vasks, qui presentato in prima esecuzione italiana. Il lavoro è stato commissionato da Hugo Ticciati e medita attraverso la metafora della «luce della sera» sul crepuscolo di un’umanità avversa al proprio ambiente che vede sempre più allontanarsi il raggio della speranza. Il lavoro è l’ideale continuazione della riflessione avviata da Vasks con il Primo Concerto per violino «Distant Light», con cui Hugo Ticciati fece il suo debutto a Prato e travolse il pubblico in una temperatura emotiva alla quale nessuno fu in grado di sottrarsi, dimostrando che la musica del XXI secolo può ancora toccare gli animi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 3.png
Suyeon Kang

Mercoledì 30 novembre
direttore e violino Suyeon Kang
Mozart: Sinfonia in sol maggiore K. 129
Schnittke: Sonata per violino e orchestra da camera
Sibelius: Rakastava op. 14
Mozart: Sinfonia in la maggiore K. 201

Come Hugo Ticciati, anche Sueyon Kang è stata una delle rivelazioni della scorsa Stagione della Camerata. La sua interpretazione del Secondo Concerto per violino di Prokof’ev rivelò la classe di una musicista di prima grandezza. Il suo ritorno a Prato la vede nella doppia veste di direttrice e solista. In questa impaginazione, il dialogo fra passato e presente è stabilito fra il grande compositore russo Alfred Schnittke (scomparso nel 1998), una delle più potenti personalità del secondo Novecento, erede di Šostakovič, con la musica di Mozart, autore che egli immensamente amava. La versione orchestrale della Sonata per violino e pianoforte composta nel 1963, realizzata nel 1968 da Schnittke stesso, è un esempio luminoso della sua libertà di linguaggio, deliberatamente svincolato dal conformismo che gravava su tanta produzione europea in quegli anni. Due Sinfonie di Mozart adolescente la incorniciano con la loro freschissima grazia.

Giovedì 15 dicembre
in coproduzione con La Filharmonie
direttore Filippo Maria Bressan
Sophie Gallagher soprano
Coro «Città di Prato»

Grieg: Peer Gynt
Musiche di scena op. 23 per il dramma di Henrik Ibsen

La partitura composta da Grieg nel 1875 per il vasto dramma di Ibsen Peer Gynt si può annoverare fra le pagine più amate e conosciute del tardo Ottocento. Fu anche uno dei pezzi a cui Piero Bellugi fu legato in modo particolare, tanto da farne uno dei suoi cavalli di battaglia. Il grande direttore fiorentino, scomparso venti anni or sono, diresse nel 2001 con la Camerata una memorabile interpretazione in Peer Gynt. Legato alla nostra Orchestra fino dalla formazione, Piero Bellugi ha lasciato un ricordo indelebile grazie al lavoro costante e generoso che contribuì in maniera decisiva a creare la fisionomia di questo complesso sinfonico giunto alla sua venticinquesima Stagione.
A Filippo Maria Bressan, altra figura artistica determinante nella vita della Camerata, è affidato il compito di celebrare questo affettuoso ricordo di Piero Bellugi, al quale darà il suo contributo anche il Coro della Città

Mercoledì 11 gennaio
direttore Hugo Ticciati
Mariangela Vacatello pianoforte
Marco Pierobon tromba

Pärt: Fratres
Šostakovič: Concerto per pianoforte n. 1 in do minore op. 35
Mendelssohn: Ottetto in mi bemolle maggiore op. 20, versione per orchestra d’archi

Gli archi della Camerata, ancora insieme a Hugo Ticciati, affrontano una delle partiture più luminose che siano uscite dalla penna feconda di Felix Mendelssohn-Bartholdy, quando il compositore aveva appena sedici anni. L’Ottetto viene eseguito da tutti gli archi dell’Orchestra, una sfida giustificata dall’annotazione che l’autore fece precedere sull’autografo alle note: «Questo Ottetto va suonato da tutti gli strumenti nello stile di un’orchestra sinfonica». Qui nasce anche uno dei tratti più idiomatici dello stile mendelssohniano, quella musica capace di evocare immediatamente il mondo fantastico di fate e elfi, che di lì a un anno prenderanno vita sonora nell’altro miracolo del musicista adolescente, l’Ouverture ispirata al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.
In guisa d’un inno alla giovinezza, il programma accosta a Mendelssohn uno dei massimi capolavori di Šostakovič, il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d’archi composto dal maestro russo a ventisette anni. Il suo stile graffiante, dissacratorio, di autentico enfant terrible della musica sovietica si compiace di accogliere il jazz e il suo vitalismo accanto a citazioni beethoveniane e di far esplodere questa miscela in uno stile comico e circense, con l’audacia di un genio che, nella sua giovinezza felice ancora non castrata dallo stalinismo, rivendicava «il diritto di ridere nella musica seria».
Gli interpreti ideali di questo capolavoro travolgente sono due fra i più importanti artisti italiani di oggi, Mariangela Vacatello al pianoforte e Marco Pierobon alla tromba.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 6-1.png
Claudio Novati

Giovedì 9 febbraio
direttore Claudio Novati
Malipiero: Vivaldiana
Casella: Divertimento per Fulvia op. 64
Prokof’ev: A Summer Day op. 65
Haydn: Sinfonia n. 101 in re maggiore Hob.I:101 «La pendola»

Dopo il suo felicissimo esordio alla guida della Camerata, tutto dedicato a Bach, nella scorsa Stagione, Claudio Novati si misura con un repertorio affatto diverso, che da Haydn si spinge fino ad Alfredo Casella. Il programma è consacrato alla memoria della nipote del compositore, la musicologa Fiamma Nicolodi, grande amica e fedele abbonata delle Stagioni della Camerata strumentale. Scomparsa nell’agosto del 2021, Fiamma Nicolodi ha contribuito con eccezionale generosità alla formazione di generazioni di studiosi, grazie al suo appassionato magistero accademico. Ella fu un punto di riferimento imprescindibile negli studi sulla musica italiana del Novecento, con una lettura particolarmente originale della cosiddetta «Generazione dell’Ottanta» (Respighi, Pizzetti, Malipiero e ovviamente Casella), della musica nel ventennio fascista e dell’opera di Luigi Dallapiccola. Due composizioni accostate in questo concerto sono ispirate all’innocenza dell’infanzia, Summer Day di Prokof’ev e Divertimento per Fulvia che Casella compose nel 1940 per la bimba che sarebbe poi diventata la mamma di Fiamma. Insieme a Casella, Gian Francesco Malipiero fu uno degli apostoli della riscoperta di Vivaldi, di cui curò dal 1947 l’edizione di tutte le opere. Vivaldiana è una dichiarazione d’amore per il Prete rosso, di cui rielabora sinfonicamente una scelta di materiali. Un grande classico del repertorio, la Sinfonia n. 101 «La pendola» di Haydn, torna a risuonare al Politeama dopo venticinque anni di assenza. Figurava nel primo concerto diretto da Piero Bellugi con la Camerata, il 5 marzo del 1998.

Jonathan Webb

Giovedì 2 marzo
direttore Jonathan Webb
Brahms: Akademische Festouvertüre op. 80
Britten: The Young Person’s Guide to the Orchestra op. 34
Sibelius: Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43

A celebrare la festa del venticinquesimo compleanno della Camerata non poteva essere che il nostro direttore musicale, Jonathan Webb. Come si conviene allo spirito di un traguardo gioioso, per aprire il concerto la scelta si è indirizzata all’Ouverture composta da Brahms «per una festa accademica», quando l’Università di Breslavia gli conferì la laurea «honoris causa» in filosofia. Il materiale tematico scherzosamente elaborato da Brahms è basato su quattro canzoni della tradizione goliardica, culminanti nella glorificazione sinfonica dell’inno universale degli studenti, il Gaudeamus igitur. La prima di queste canzoni citate da Brahms porta un titolo che si addice particolarmente al significato di questo concerto, «Wir hatten gebaut ein stattliches Haus», «Abbiamo costruito una casa grandiosa», e proprio per questo facciamo festa.
La presenza in programma di Benjamin Britten, col suo capolavoro didattico Guida del giovane all’orchestra assume il valore di un’autoritratto della Camerata e dell’incessante lavoro che ha portato decine di migliaia di giovani pratesi a scoprire in questi venticinque anni la gioia della musica dal vivo e il patrimonio consegnatoci dai grandi compositori. Se la Camerata avesse un santo patrono, questo non potrebbe essere che Benjamin Britten. La realizzazione del suo Noye’s Fludde ha segnato per tutta la nostra comunità il punto più alto e più luminoso nella partecipazione alla musica come simbolo di concordia sociale.
Infine, con la più amata delle sinfonie di Sibelius, la Seconda, Jonathan Webb e la Camerata conquistano un’altra tappa importante al progetto d’esecuzione del ciclo sinfonico integrale del grande musicista finlandese.

Martedì 4 aprile
Mercoledì 5 aprile
Chiesa di San Francesco
direttore Simone Ori
Francesca Lombardi Mazzulli soprano
Lucia Napoli mezzosoprano

Durante: Concerti per archi n. 8 e n. 1
Pergolesi: Stabat Mater, per soprano, contralto, archi e basso continuo

Simone Ori, pratese, per tanti anni ha dato il suo contributo artistico alla vita della Camerata suonando l’organo o il clavicembalo nelle nostre produzioni. Nel frattempo ha consolidato una figura professionale che ne fa oggi un’autorità, le cui collaborazioni sono richieste da orchestre, ensemble, direttori di primissimo piano in Italia e all’estero, particolarmente nel repertorio barocco e classico.
Per questo programma pasquale assume la guida dell’Orchestra della sua città, affrontando una partitura che nella Storia della musica è avvolta dall’aura del mito, fin da quando Giovanni Battista Pergolesi la licenziò a ventisei anni sul proprio letto di morte. Lo Stabat Mater trasfìgura l’immagine di Maria che contempla il supplizio del figlio crocifisso in una bellezza essenziale e dolente, modello di pathos spirituale per tutti i compositori a venire e potentissima fonte di ispirazione ancora ai nostri giorni.
Le voci di due autorevoli specialiste in questo repertorio, Francesca Lombardi Mazzulli e Lucia Napoli, associate alla consapevolezza stilistica di Simone Ori assicurano un’esecuzione in grado di restituire tutto lo splendore e la commozione d’un capolavoro immortale.
Accanto a questa insuperata “Pietà” scolpita in musica, il concerto offre l’opportunità rara di ascoltare due gioielli strumentali di Francesco Durante, che fu maestro di Pergolesi e di tanti altri illustri compositori usciti formatisi nei conservatori napoletani.
Questo «maestro dei maestri» consacrò tutta le proprie energie alla musica da chiesa e all’insegnamento, restando insensibile alle sirene del teatro d’opera. Tra le poche eccezioni in un vastissimo catalogo prevalentemente liturgico figurano questi Concerti per archi, il cui connubio di dottrina e fantasia certifica la grandezza di uno dei più venerati musicisti del Settecento partenopeo.

Nicolai Pfeffer

Giovedì 11 maggio
direttore Jonathan Webb
Nicolai Pfeffer clarinetto
Delius: Late Swallows
Finzi: Concerto per clarinetto e archi op. 31
Elgar: Serenata per archi in mi minore op. 20
Holst: St. Paul’s Suite op. 29 n. 2

L’ultimo appuntamento della Stagione nasce come progetto discografico della Camerata insieme al virtuoso di clarinetto Nicolai Pfeffer. Il giovane e già affermato interprete sarà protagonista, insieme a Jonathan Webb, di una serata tutta britannica che vede al centro il bel Concerto di Gerald Finzi, composto nel 1948 ma poco conosciuto dal pubblico italiano a dispetto del suo indubbio valore. Con le pagine per orchestra d’archi di Frederick Delius, Edward Elgar e Gustav Holst che lo incorniciano, il Concerto di Finzi condivide una felicità melodica che trae ispirazione anche dal patrimonio popolare di danze e canti della Gran Bretagna. Un programma destinato a diventare memoria discografica del venticinquesimo anniversario della Camerata, ulteriore dono musicale per una festa di compleanno.

Fuori stagione

27, 28 maggio
in coproduzione con Teatro Metastasio
Chiesa di San Domenico
direttore Jonathan Webb

The Song of the Ladder
Parabola da chiesa di Hazel Gould
Musica di John Barber
Prima esecuzione assoluta
Commissione Camerata strumentale